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Helicobacter, milioni di persone solo in Italia se lo portano in giro ignare. Chi fa caso a quel piccolo mal di stomaco, a quel fastidioso bruciore che scompare dopo aver ingerito la miracolosa pastiglia? In fondo siamo sempre di corsa, mangiamo nei fast food, fumiamo e beviamo qualche drink di troppo. Una piccola nausea ci può anche stare. Spesso, però, questi malesseri purtroppo non sono dovuti all’alimentazione o allo stile di vita, ma a un batterio subdolo e silenzioso che s’insinua nel nostro stomaco e lo danneggia irreversibilmente se non ce ne accorgiamo in tempo: l’Helicobacter pylori. Solo negli anni ’80 è stato scoperto che circa il 90% delle gastriti, delle ulcere peptiche e dei casi tumori allo stomaco sono causati da questo piccolo e maligno esserino.

Perciò appena il nostro stomaco comincia a dare segni di malessere, è bene farsi controllare. Oggi le tecniche più conosciute per individuare la presenza dell’Helicobacter sono l’Urea breath test Helicobacter pylori (test del respiro), il test delle feci e la gastroscopia. La terapia prevede inibitori della pompa protonica (antiacidi) e antibiotici specifici abbinati a una dieta corretta.

La dieta per combattere l’Helicobacter pylori è ricca di verdure crocifere e brassicacee (cavoli, cavolfiore, broccoli, broccoletti, verze, cavolini di Bruxelles). Le ricerche hanno dimostrato che queste verdure ricche di minerali – potassio, magnesio, zolfo, calcio – e di vitamine  A, C e K aiutano a prevenire alcuni tumori, soprattutto quelli allo stomaco, al colon, alla prostata e alla vescica. Perciò l’aggiunta di questi alimenti nella dieta di persone con infezione da Helicobacter pylori, ha un effetto scoraggiante verso il batterio, allevia diversi disturbi di stomaco e aumenta anche la produzione di enzimi neutralizzanti il cancro. Non a caso gli stessi principi attivi delle crocifere sono stati utilizzati nel Sulforaphane, un farmaco che, insieme agli antibiotici utilizzati per il trattamento di Helicobacter pylori, sembra stia dando ottimi risultati.

Inoltre, giacché questi batteri prediligono un ambiente acido, è bene attenersi a un regime alimentare che tenga sotto controllo il PH interno dell’organismo evitando gli eccessi di carne e carboidrati. Vanno, invece, bene frutta e insalate che aumentano l’alcalinità dell’organismo. Allo stesso scopo fra un pasto e l’altro si può bere acqua in cui è stata sciolta un po’ di argilla curativa. Per lenire i bruciori di stomaco, sono consigliate le patate bollite o, addirittura, il succo di patate. Vecchio rimedio della nonna che, a quanto pare, è stato rivalutato anche dalla scienza. Infatti, alcuni ricercatori Università di Manchester hanno determinato che il succo di patate è una valida alternativa alle terapie farmacologiche adottate normalmente. Un trattamento sano, privo di effetti collaterali e, per di più, molto economico.

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